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Chirurgia Plastica

LIFTING COSCE

Il lifting delle cosce serve per eliminare l'eccesso di cute e del tessuto adiposo a livello della faccia mediale delle cosce (lifting mediale) e/o in casi più gravi a livello della faccia laterale delle cosce (lifting laterale), causato spesso da forti dimagrimenti o dall'invecchiamento. Quando questi due tipi di lifting vengono praticati nell'ambito della stessa seduta operatoria si parla di lifting circonferenziale delle cosce. Il candidato migliore per un lifting delle cosce è un paziente di peso nella norma, in buona salute, psicologicamente stabile e realistico nelle aspettative. E' importante capire che la procedura potrà migliorare l'aspetto, ma non permetterà necessariamente di conseguire la silhouette ideale desiderata. E' di solito indicato per pazienti con elasticità della pelle diminuita. Difatti, pazienti più giovani con cute elastica potrebbero trarre maggior beneficio dalla sola liposuzione.

LIFTING BRACCIA O BRACHIOPLASTICA

Il lifting delle braccia vede la sua indicazione principale in pazienti ex obesi o comunque interessati da un invecchiamento precoce. Nei casi di abbondante eccesso di cute e tessuto sottocutaneo che si viene a creare bilateralmente, si parla anche di "ali di pipistrello", termine che ben rende l'idea del disagio fisico ma soprattutto psicologico di questi pazienti. La liposcultura/liposuzione trova indicazione in soggetti più giovani e affetti da un grado di ptosi lieve o moderato. 

REVISIONE DI CICATRICI

Con l'intervento di revisione non scompare ma può essere migliorata. E' il caso di cicatrici effettuate per altri tipi d'interventi chirurgici o cicatrici provocate a seguito di eventi traumatici e ustioni. Nella valutazione di una cicatrice andrà considerata la sede non solo da un punto di vista estetico ma anche funzionale. La cicatrice che si viene a creare a seguito di ustioni di 2° e 3° grado a livello delle articolazioni (gomito e ginocchio) è molto spesso responsabile anche di deficit funzionali che interferiscono con i normali movimenti di flessione ed estensione. Quindi l'indicazione ad un intervento di revisione chirurgica andrò considerato, valutato e discusso con il paziente a seconda di diverse variabili.

CHIRURGIA ONCOLOGICA CUTANEA

La chirurgia oncologica dei tumori cutanei sia benigni che maligni può risultare complessa non solo a seconda del tipo istologico della neoplasia ma anche, e soprattutto a seconda della sede d' insorgenza (labbra, naso, palpebre, orecchio…). Questi tipi d'interventi possono anche richiedere tecniche particolarmente difficili e complesse come quelle microchirurgiche. I più comuni tumori cutanei che vengono trattati dal chirurgo plastico sono tumori basocellulari, tumori spinocellulari e melanomi, soprattutto se queste lesioni insorgono in zone esteticamente sensibili come il volto. 

FERITE DIFFICILI

Con questo termine si intende una ferita con scarsa tendenza alla guarigione spontanea, come le piaghe da decubito e le lesioni ulcerate di varia natura. Le piaghe o ulcere da decubito insorgono in pazienti, giovani e anziani, allettati o che vengono scarsamente mobilizzati e sono dovute alla sofferenza dei tessuti molli (cute, sottocute, muscoli fino all'osso) a seguito della pressione che viene esercitata in modo continuativo. Esistono diversi tipi di medicazioni "non convenzionali" che possono essere utilizzate, chiamate medicazioni avanzate, fino all'applicazione di macchinari a pressione negativa (VAC terapia), e all'intervento chirurgico. Le sedi tipiche sono la zona lombosacrale, regione trocanterica, calcaneare e della colonna toracica. Le ulcere possono essere divise in due grandi gruppi: vascolari e neoplastiche. Le prime possono essere arteriose (ischemiche) o venose (da stasi). In questi casi si renderà necessaria una valutazione dell'intero asse vascolare del distretto interessato prima di qualunque decisione. Si verificano molto spesso, se non quasi esclusivamente, in pazienti affetti da diabete mellito tipo I e II scompensati, patologie dismetaboliche, e arteriosclerosi. Le sedi tipiche cambiano a seconda del tipo di ulcera ma frequentemente rimangono confinate agli arti inferiori.

PARALISI DEL NERVO FACCIALE

La paralisi del nervo facciale può essere classificata in centrale e periferica, mono o bilaterale. La paralisi centrale del nervo facciale è dovuta a patologie cerebrovascolari. La paralisi periferica può essere divisa a sua volta nella paralisi a frigore (Bell), congenita, e acquisitaLa paralisi congenita del nervo facciale avviene nelle malformazioni cranio-facciali (Sindrome di Moebius). La paralisi acquisita è di natura traumatica a causa d'interventi chirurgici o a seguito di lesioni personali più spesso con armi taglienti. A seguito della lesione di questo nervo cranico si verifica la paralisi dei muscoli mimici del volto con "stiramento" verso in basso del lato colpito e i conseguenti problemi funzionali a carico della bocca e dell'occhio. L'angolo del labbro inferiore si viene ad abbassare e viene perduta la funzione di contenzione con perdita della saliva; la palpebra inferiore viene a cadere verso il basso (ectropion), con alterazione del sistema di lacrimazione (epifora), fino a infezioni ricorrenti della congiuntiva e delle strutture oculari (congiuntiviti, cheratiti, cherato-congiuntiviti, blefariti). In questi casi gli interventi chirurgici correttivi mirano a ristabilire le funzionalità perdute.

INVERSOTELIA

Con il termine inversotelia (capezzolo introflesso) si definisce un capezzolo posizionato a livello o al di sotto del piano areolare e che può essere fonte sia di problematiche funzionali (allattamento e rapporti di coppia) che estetiche. Può dare origine a ripetuti processi infiammatori e/o infettivi. Può essere di natura acquisita (a seguito di mastiti, chirurgia mammaria, ipertrofia e gigantomastia mammaria ma anche per tumori) ma, più frequentemente, di natura congenita. Descritta per la prima volta da Astley Cooper nel 1840 vengono classicamente identificati 3 gradi di severità a seconda del rapporto capezzolo-areola. Sono descritte e conosciute numerose tecniche di correzione sia chirurgiche che non chirurgiche ma rimane in ogni caso il rischio, non trascurabile, di recidiva.

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