• chirurgia plastica - Aggiornato 13/12/2010
Addominoplastica
Si tratta di un'operazione atta alla rimozione della cute in eccesso a livello della porzione più declive dell'addome (addominoplastica tradizionale). Viene solitamente effettuata in pazienti che siano dimagriti in modo consistente o in pazienti di sesso femminile che presentino un eccesso di cute a livello addominale dopo una o più gravidanze.
A volte questo tipo d'intervento chirurgico può essere associato alla liposcultura o liposuzione in modo da ottenere un risultato esteticamente migliore. Talora si rende necessario intervenire anche a livello della muscolatura addominale (muscoli retti dell'addome) che, specialmente nelle pluripare, si presentano distanziati tra loro venendo a creare quella che si chiama diastasi dei muscoli retti con aumentato rischio di laparocele.
Specialmente in pazienti ex-obesi si può rendere necessario asportare la cute in eccesso anche a livello addominale mediano (addominoplastica "fleur-de-lis") o ancora si può rendere necessario associare al tradizionale intervento di addominoplastica quello di torsoplastica finalizzato alla rimozione della cute in eccesso anche a livello del dorso (addominoplastica circonferenziale).
Infine in quei pazienti che presentino uno scarso eccesso di tessuti molli addominali o nei casi in cui sia controindicato un intervento chirurgico maggiore (diabete, forte fumatore, terapie croniche di cortisone o antinfiammatori, dismetabolismo…) l'atto operatorio diventerà di minore invasività (mini-addominoplastica).
Il candidato migliore per un'addominoplastica è un paziente in buona salute, con un accumulo più o meno ampio di tessuto adiposo e/o cute addominale,
non migliorabile con la dieta e l'esercizio fisico.
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Lifting cosce
Serve per eliminare l'eccesso di cute e del tessuto adiposo a livello della faccia mediale delle cosce (lifting mediale) e/o in casi più gravi a livello della faccia laterale delle cosce (lifting laterale) , causato spesso da forti dimagrimenti o dall'invecchiamento. Quando questi due tipi di lifting vengono praticati nell'ambito della stessa seduta operatoria si parla di lifting circonferenziale delle cosce.
Il candidato migliore per un lifting delle cosce è un paziente di peso nella norma, in buona salute, psicologicamente stabile e realistico nelle aspettative. E' importante capire che la procedura potrà migliorare l'aspetto, ma non permetterà necessariamente di conseguire la silhouette ideale desiderata. E' di solito indicato per pazienti mature con elasticità della pelle diminuita. Difatti, pazienti più giovani con cute elastica potrebbero trarre maggior beneficio dalla sola liposuzione.
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Lifting braccia o brachioplastica
Anche in questo caso si tratta di un intervento chirurgico che vede la sua indicazione principale in pazienti ex obesi o comunque interessati da un invecchiamento precoce. Nei casi di abbondante eccesso di cute e tessuto sottocutaneo che si viene a creare bilateralmente, si parla anche di "ali di pipistrello", termine che ben rende l'idea del disagio fisico ma soprattutto psicologico di questi pazienti. La liposcultura/liposuzione trova indicazione in soggetti più giovani e affetti da un grado di ptosi lieve o moderato. Al fine di ottenere un risultato estetico migliore si preferisce associare anche la liposuzione.
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Revisione di cicatrici
Con l'intervento di chirurgia plastica la cicatrice non scompare ma può essere migliorata. E' il caso di cicatrici effettuate per altri tipi d'interventi chirurgici o cicatrici provocate a seguito di eventi traumatici e ustioni. Nella valutazione di una cicatrice andrà considerata la sede non solo da un punto di vista estetico ma anche funzionale. La cicatrice che si viene a creare a seguito di ustioni di 2° e 3° grado a livello delle articolazioni (gomito e ginocchio) è molto spesso responsabile anche di deficit funzionali che interferiscono con i normali movimenti di flessione ed estensione. Quindi l'indicazione ad un intervento di revisione chirurgica andrò considerato, valutato e discusso con il paziente a seconda di diverse variabili.
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Chirurgia oncologica cutanea
La chirurgia oncologica dei tumori cutanei sia benigni che maligni può risultare complessa non solo a seconda del tipo istologico della neoplasia ma anche, e soprattutto a seconda della sede d' insorgenza (labbra, naso, palpebre, orecchio…). Questi tipi d'interventi possono anche richiedere tecniche particolarmente difficili e complesse come quelle microchirurgiche.
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Ferite difficili
Con questo termine si intende una ferita con scarsa tendenza alla guarigione spontanea, come le piaghe da decubito e le lesioni ulcerate di varia natura.
Le piaghe o ulcere da decubito insorgono in pazienti, giovani e anziani, allettati o che vengono scarsamente mobilizzati e sono dovute alla sofferenza dei tessuti molli (cute, sottocute, muscoli fino all'osso) a seguito della pressione che viene esercitata su di essi in modo continuativo. Esistono diversi tipi di medicazioni "non convenzionali" che possono essere utilizzate, chiamate medicazioni avanzate, fino all'applicazione di macchinari a pressione negativa (VAC terapia), e all'intervento chirurgico. Le sedi tipiche sono la zona lombosacrale, regione trocanterica, calcaneare e della colonna toracica.
Le ulcere possono essere divise in due grandi gruppi: vascolari e neoplastiche.
Le prime possono essere arteriose (ischemiche) o venose (da stasi). In questi casi si renderà necessaria una valutazione dell'intero asse vascolare del distretto interessato prima di qualunque decisione. Si verificano molto spesso, se non quasi esclusivamente, in pazienti affetti da diabete mellito tipo I e II scompensati, patologie dismetaboliche, e arteriosclerosi. Le sedi tipiche cambiano a seconda del tipo di ulcera ma frequentemente rimangono confinate agli arti inferiori.
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Settoplastiche
Questo intervento trova indicazione in quei pazienti che abbiano difficoltà respiratoria sia a riposo che sotto sforzo fisico. La piramide nasale e le cavità nasali sono la via d'entrata dell'aria nel nostro organismo e sono anche le principali responsabili della difficoltà respiratoria. Le patologie in gioco sono diverse: riniti vasomotorie (non richiedono intervento chirurgico), poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati inferiori, deviazioni del setto nasale sia anteriore che posteriore, e dismorfie della piramide nasale con connesse insufficienze valvolari. La difficoltà respiratoria a carico delle prime vie aeree può avere svariate cause e la visita medica specialistica riveste un ruolo determinante nell'identificazione della causa e nella corretta terapia.
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Paralisi del nervo facciale
Può essere classificata in centrale e periferica, mono o bilaterale. La paralisi centrale del nervo facciale è dovuta a patologie cerebrovascolari. La paralisi periferica può essere divisa a sua volta nella paralisi a frigore (Bell), congenita, e acquisita.
La paralisi congenita del nervo facciale avviene nelle malformazioni cranio-facciali (Sindrome di Moebius). La paralisi acquisita è di natura traumatica a causa d'interventi chirurgici o a seguito di lesioni personali più spesso con armi taglienti (bianche).
A seguito della lesione di questo nervo cranico si verifica la paralisi dei muscoli mimici del volto con "stiramento" verso in basso del lato colpito e i conseguenti problemi funzionali a carico della bocca e dell'occhio. L'angolo del labbro inferiore si viene ad abbassare e viene perduta la funzione di contenzione con perdita della saliva; la palpebra inferiore viene a cadere verso il basso (ectropion), con alterazione del sistema di lacrimazione (epifora), fino a infezioni ricorrenti della congiuntiva e delle strutture oculari (congiuntiviti, cheratiti, cherato-congiuntiviti, blefariti).
In questi casi gli interventi chirurgici correttivi mirano a ristabilire le funzionalità perdute.
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Addominoplastica, Revisione cicatrici, Lifting facciale, cosce, braccia, paralisi nervo faciale, a Firenze, Pistoia, Prato, Lucca, Pisa
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